Come non farsi fregare dagli Amazon Ads: leggere bene i numeri della dashboard

La dashboard degli Amazon Ads può ingannarti se la leggi alla lettera. Le vendite che mostra sono al prezzo di copertina e non quello che incassi, la spesa è senza IVA, i dati arrivano con qualche giorno di ritardo e l’ACOS, da solo, non ti dice se stai guadagnando. Una volta capito questo, gli Amazon Ads diventano uno strumento molto utile: basta fare i conti con i numeri veri.

Ho scritto la prima versione di questo articolo nel marzo 2020, quando gli annunci erano appena arrivati in Italia e sui gruppi Facebook c’era chi li esaltava e chi giurava che servissero solo a prosciugare il conto. Io allora ci misi la faccia, anzi lo screenshot delle mie vendite. Da allora il pannello è migliorato, ma alcune trappole sono rimaste.

Le vendite: sono lorde

Le vendite che vedi nella dashboard sono calcolate al prezzo del libro, non sulla royalty che ricevi. Se vendi una copia a 2,99 euro, vedrai 2,99 euro, non i circa due euro che ti entrano davvero. Festeggia pure, ma un po’ meno.

Se il libro è in KDP Select, oggi il pannello per gli autori mostra anche le pagine lette attribuite agli annunci, con una stima del loro valore. Nel 2020 non c’erano, ed era un bel problema. Usale: per molti generi sono una parte importante del risultato.

La spesa: senza IVA

Nella dashboard la spesa è indicata senza IVA. L’IVA la scopri quando arriva la ricevuta. Per sapere quanto ti costa davvero una campagna, tasse comprese, usa il Calcolatore di IVA per Amazon Ads.

L’ACOS: utile, ma da maneggiare con cura

L’ACOS è il rapporto tra quanto spendi e quanto vendi con gli annunci. Il problema è che si basa sulle vendite lorde e sulla spesa senza IVA. Un ACOS del 100% non significa che sei in pari: significa che stai perdendo soldi, perché incassi meno del prezzo e paghi più della spesa indicata.

Per capire se una campagna rende davvero, confronta l’ACOS con la tua royalty e tieni conto dell’IVA. Ancora meglio, calcola il ROI con i soldi veri, come spiego in che cos’è il ROI e come calcolarlo.

I dati arrivano in ritardo

Le vendite collegate a un annuncio possono comparire anche diversi giorni dopo il clic, perché Amazon attribuisce all’annuncio gli acquisti fatti entro un certo periodo. Non giudicare una campagna dai dati di ieri: aspetta almeno una o due settimane prima di decidere.

Il budget: non sempre lo spendi tutto

Con gli Amazon Ads paghi solo i clic, quindi può capitare di impostare un budget e spenderne solo una parte. Per certi versi è meglio, perché non bruci soldi inutilmente. Per altri è frustrante: se vuoi spingere un libro e il budget non si spende, di solito vuol dire che le offerte sono troppo basse o le parole chiave troppo poche.

I pagamenti

All’inizio Amazon può addebitarti la spesa a intervalli che sembrano casuali, al raggiungimento di certe soglie. Con il tempo, quando l’account ha una storia di pagamenti regolari, gli addebiti diventano più prevedibili. Tieni d’occhio la carta collegata, soprattutto se è prepagata.

In sintesi

Gli Amazon Ads non sono il male, anzi possono aiutarti davvero. Basta non farsi incantare dai numeri lordi. Io continuo a sperimentare da anni, e il mio consiglio è sempre lo stesso: tieni un piccolo foglio di calcolo con spesa vera, royalty vere e pagine lette, e decidi con quello.

Se vuoi imparare a impostare e leggere le campagne passo per passo, c’è il corso Amazon Ads Start. E se sei agli inizi, leggi prima i 10 errori più comuni con gli Amazon Ads.

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