Gli Amazon Ads, gli annunci pubblicitari per i libri dentro Amazon, sono arrivati per gli autori indipendenti italiani alla fine del 2019. Da allora la piattaforma è cresciuta e si è arricchita, ma le lezioni di quei primi giorni valgono ancora: gli annunci su Amazon raggiungono persone che stanno già cercando qualcosa da leggere, si pagano solo i clic e mettono il tuo libro alla prova senza sconti. O funziona, o viene ignorato.
Il giorno in cui sono arrivati
Era il 20 dicembre 2019. Mi sveglio tutto eccitato: ho mille cose da fare per il lancio del mio giallo natalizio, che io e il mio editor avevamo finito a tempo di record. Appoggio la tazza di tè al limone e miele sul tavolo, tiro fuori i biscotti al burro e accendo il tablet. C’è un’email di Amazon. Sarà la solita pubblicità, penso.
Macché. Dopo Stati Uniti, Regno Unito e Germania, Amazon aveva aperto gli annunci per gli autori anche in Francia, Spagna e Italia. Per poco non mi andava un biscotto di traverso. Li aspettavo da due anni, e nel mio manuale Self-Publishing Marketing avevo previsto che sarebbero arrivati proprio in quel periodo.
Perché erano (e sono) diversi dai Facebook Ads
Allora scrivevo che i Facebook Ads sono utili ma non sempre danno i risultati sperati, per tre motivi. Sono complessi, con un’infinità di variabili. Raggiungono persone che stanno facendo altro e pensano a tutto tranne che al tuo libro. E il budget lo spendi comunque, a prescindere da come va.
Gli Amazon Ads, invece:
- sono più semplici da impostare: l’annuncio mostra la tua copertina e porta alla pagina del libro;
- raggiungono persone che sono su Amazon per comprare, non per chiacchierare;
- si pagano solo quando qualcuno clicca, quindi se l’annuncio viene visto ma non cliccato non paghi.
Da allora gli annunci su Amazon si sono evoluti, con più formati e più opzioni, per esempio le campagne che mostrano più libri dello stesso autore insieme. Ma il vantaggio di fondo è rimasto: parli a chi sta già cercando.
La lezione più importante: si gioca a carte scoperte
Con gli Amazon Ads il tuo libro viene messo alla prova. Ogni clic ti dice qualcosa, e i numeri non mentono. Allora come oggi, la lettura è semplice:
- Pochi clic? Probabilmente il problema è la copertina. Potrebbe non rispecchiare il genere, confondere i lettori o sembrare poco professionale.
- Tanti clic ma poche vendite? Probabilmente il problema è la descrizione, o il prezzo. Il lettore arriva, guarda e non si convince.
La buona notizia è che puoi sempre correggere. La cattiva è che la pubblicità non ripara un libro che non convince: lo rende solo più visibile.
Le aspettative sbagliate
Quando sono arrivati, molti si sono buttati sugli Amazon Ads convinti di vendere migliaia di copie in una settimana, e molti sono rimasti delusi. I motivi erano tre, e valgono ancora:
- Le campagne hanno bisogno di tempo. Due giorni non bastano per capire se un annuncio funziona.
- Conviene di più con una serie. Gli annunci rendono meglio quando spingono il primo libro di una serie: chi lo compra e lo apprezza compra anche gli altri. Con un solo libro è più difficile rientrare delle spese, anche se per un lancio possono funzionare.
- Servono numeri, non sensazioni. Bisogna imparare a leggere clic, costi e vendite, e decidere con quelli.
Il consiglio per chi parte oggi
Allora suggerivo di partire con le campagne automatiche e un budget di pochi euro al giorno per almeno qualche giorno, osservando quali parole chiave funzionano. È ancora un buon punto di partenza, con una precisazione: il budget iniziale deve essere una cifra che puoi permetterti di “spendere per imparare”.
Per approfondire trovi diversi articoli qui sul blog, a partire da i 10 errori più comuni con gli Amazon Ads, come non farsi fregare dagli Amazon Ads e come trovare le keyword per Amazon Ads.
E se vuoi partire con il piede giusto, senza bruciare il budget nelle prime settimane, c’è il mio corso Amazon Ads Start, pensato per chi ha poco tempo ma tanta voglia di imparare.
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