ALLA SCOPERTA DI KOBO ITALIA - ScrivoFacile

Nei circoli indipendenti si parla spesso di Amazon. 

Anche io in parte sono colpevole di parlarne spesso. 

Ma ci sono anche altre possibilità. Possibilità che si possono coltivare in parallelo con Amazon. La migliore è senza dubbio Rakuten Kobo, azienda canadese da sempre specializzata in ebook e, ovviamente, nell’omonimo e-reader.


La lettura, un annetto fa, del famoso libro “Killing it on Kobo” di Mark Leslie Lefebvre, ex-manager di Kobo Writing Life (il programma dedicato agli scrittori indipendenti che vogliono autopubblicarsi con Kobo), mi aveva aperto un mondo nuovo. 


Avevo anche avuto modo di scambiare su Twitter quattro parole con Mark, che ora lavora per Draft2Digital, e mi aveva confermato il suo apprezzamento per la filosofia di Kobo, rassicurandomi sul fatto che anche dopo essere stata acquisita dalla giapponese Rakuten, aveva mantenuto comunque i suoi principi. Principi che mettono al centro la persona ancor prima delle vendite.


Personalmente, al momento, sto sperimentando Kobo per vendere il mio libro sul book marketing, due miei audiolibri e due libri in permafree.


Lucia Zitelli, Kobo Catalogue Manager per l’Italia, mi ha gentilmente concesso questa intervista per dare una risposta ad alcune curiosità che avevo da tempo. Scopriamo insieme le potenzialità di Kobo!


1. Con il lockdown molti lettori hanno scoperto la comodità degli ebook. Puoi darci un quadro sugli effetti che la pandemia ha avuto sul mercato editoriale italiano?


A partire da marzo in effetti abbiamo assistito a una crescita esponenziale della lettura in ebook, crescita che si è protratta nei mesi successivi, e che continua ancora oggi. A questo si è unito un arricchimento del catalogo, perché la “comodità” degli ebook è stata scoperta non solo dai lettori, ma anche dagli editori: a causa delle circostanze, chi pubblicava già in ebook ha incrementato il catalogo digitale, e diversi editori che non pubblicavano ancora in ebook hanno iniziato a farlo. 


2. Kobo Writing Life Italia si sta espandendo sempre di più. Com’è la situazione attuale del mercato indipendente italiano vista da Kobo?


Il self-publishing italiano è in crescita, e ci sono enormi spazi per crescere ulteriormente, anche in termini di consapevolezza nell’uso degli strumenti a disposizione. Con Kobo Writing Life vorremmo porre l’attenzione sull’importanza della qualità e della cura della propria attività da scrittore. A questo scopo, stiamo lavorando a una serie di contenuti e iniziative, anche per creare maggiore comunicazione tra gli scrittori, i lettori e i professionisti del settore. 


3. Il programma di Kobo Plus, dopo un periodo iniziale di testing in Belgio e Olanda, è stato da poco introdotto anche nel vostro mercato di punta: il Canada. Puoi illustrarci le differenze con Kindle Unlimited?


Kobo Plus, da qualche mese disponibile in Canada, è un programma all-you-can-read che è stato lanciato in realtà ormai qualche anno fa in Olanda e Belgio, dove ha avuto e ha un grande successo, e dove oggi è anche un programma all-you-can-listen, perché comprende non più solo gli ebook ma anche gli audiobook. Questa è una differenza rispetto a Kindle Unlimited dal punto di vista del lettore.


Dal punto di vista dell’autore e dell’editore, una differenza importante, e a cui Kobo ha sempre tenuto molto, è il fatto che non richiediamo alcuna esclusiva: mentre aderendo a Kindle Unlimited non ti è possibile rendere disponibile i tuoi ebook su altre piattaforme, aderendo a Kobo Plus sei libero di vendere i tuoi libri anche su altre piattaforme. 


4. Un’altra novità di Kobo Writing Life è la possibilità di pubblicare audiolibri. Puoi spiegarci meglio come funziona e com’è lo stato attuale del mercato degli audiolibri in Italia?


Il mercato degli audiolibri in Italia, come in altri Paesi, è quello con la percentuale di crescita maggiore nel campo editoriale, con percentuali di crescita a due cifre (ancora di più con e dopo il lockdown, ma già da prima la crescita era fortemente accelerata rispetto ad altri settori). 


Al momento la possibilità di pubblicare audiolibri tramite Kobo Writing Life è attiva per gli utenti di lingua inglese, ma se ci sono autori italiani che hanno già pronti audiolibri di buona qualità che vorrebbero distribuire tramite Kobo Writing Life, possono contattarmi senza alcun problema. 


5. Ci sono autori che si affidano ancora a piattaforme di distribuzione multipla come Draft2Digital, StreetLib e YouCanPrint. Altri pubblicano direttamente in esclusiva su Amazon KDP Select. Quali vantaggi offre invece la piattaforma di Kobo Writing Life per noi autori indie?


Parto dall’aspetto più materiale :): non vedendosi sottratta la commissione che spetta alla piattaforma di distribuzione, pubblicando direttamente tramite Kobo Writing Life si ottiene una percentuale di guadagno più alta per le vendite registrate sullo store Kobo (la percentuale di revenue è del 70%). 


Avendo fornito per anni assistenza ai self-publisher, mi viene poi naturale pensare anche al punto di vista da utente: Kobo Writing Life ha una procedura di pubblicazione immediata e tra le più semplici che abbia mai visto, e una dashboard esaustiva che mostra dati di vendita accurati. 


Un altro vantaggio riguarda la visibilità: da una parte, se sei autore Kobo Writing Life, puoi approfittare del contatto diretto con me, per segnalare promozioni, nuove uscite e qualsiasi cosa che ti piacerebbe porre alla nostra attenzione, per poter eventualmente ricevere maggiore spazio nello store Kobo. Inoltre, pubblicando tramite Kobo Writing Life, si ha accesso alle promozioni attive sullo store Kobo riservate esclusivamente agli autori KWL. In Canada e negli Stati Uniti è già attiva una sezione Promozioni all’interno della dashboard stessa degli utenti, la stiamo testando per poterla estendere anche agli autori degli altri Paesi. Nel frattempo in Italia gestiamo manualmente la selezione dei libri e degli autori a cui proporre la partecipazione alle promozioni Kobo.   


Guadagnare maggiore visibilità in uno store come Kobo è vantaggioso per un autore perché significa avere maggiore visibilità in uno degli store online principali in Italia, e perché Kobo è lo store con la maggiore diffusione globale al momento (uno degli articoli più recenti al riguardo è questo di Mark Williams, sul sito dell’associazione Alliance of Independent Authors).


Se si vuole approfittare il più possibile di questo aspetto fondamentale, si può prendere in considerazione la possibilità di tradurre il proprio libro. Stiamo lavorando per integrare una serie di servizi, tra cui quello della traduzione, così da fornire agli utenti Kobo Writing Life tutti gli strumenti necessari per pubblicare libri realmente curati, cosa necessaria per poter avere un riscontro tra i lettori. 


6. Kobo ha una sistema di promozione interna dei propri titoli basata più sulle persone (editor) che sui freddi algoritmi. Come mai tale scelta? E avete mai pensato di introdurre in futuro sistemi simili agli Amazon Ads?


Se una funzione “promozioni” si traduce in un immenso contenitore senza controllo non porta benefici né agli scrittori né ai lettori. Dal punto di vista dello scrittore, è sempre la qualità e la cura nel proprio lavoro che ripagano sul serio, che portano a dei risultati. Vogliamo incoraggiare l’attenzione nei confronti di qualità e cura da parte degli autori. Dal punto di vista del lettore, penso nessuno che sia interessato ad approfittare di una promozione voglia ritrovarsi travolto da un magma di titoli, titoli tra cui sarà impossibile scegliere. 


7. Quanto è importante la cura dei metadati del nostro ebook?


Non è solo importante, è necessaria, per vari motivi. Prendiamo ad esempio un libro per cui l’autore seleziona categorie che non riguardano sul serio il contenuto del libro: si tratta quindi di un libro che non può essere trovato dai potenziali lettori, da chi è interessato al genere a cui il libro dello scrittore appartiene.


Questo è anche il motivo per cui è fondamentale inserire correttamente i metadati relativi a una serie, nel caso il titolo che si pubblica faccia parte appunto di una serie: mai inserire il nome della serie o il numero del volume nel campo del titolo o del sottotitolo, ma usare sempre e solo i campi appositi che la piattaforma di pubblicazione fornisce. Se non lo si fa, le librerie non potranno collegare i volumi di una stessa serie tra loro e i lettori non saranno in grado di trovare i diversi volumi di una stessa serie né di capire che un libro fa parte di una certa serie.


Pensiamo poi a titolo e nome autore: purtroppo non è così raro che si inseriscano in maniera non perfettamente corrispondente a quelli che compaiono sulla copertina del libro. Il risultato? Perplessità da parte del lettore che visita la pagina del libro. Qualsiasi cosa generi confusione nel lettore significa allontanare il lettore. Allontanamento del lettore che sarà certo anche nel caso in cui l’autore non scriva una sinossi ben fatta, corretta, completa. 


Siamo tutti lettori, e penso nessuno di noi, da lettore, comprerebbe un libro per cui è evidente che i metadati sono stati inseriti senza attenzione. 


8. Come prevedi si evolverà il mercato editoriale da qui a dieci anni alla luce dei trend recenti e dell’esplosione dell’intelligenza artificiale?


I trend recenti ci dicono che un settore editoriale che sarà protagonista è quello audio, a cui si collega anche il discorso dell’intelligenza artificiale. Al momento molti autori ed editori indipendenti non hanno la possibilità di produrre audiobook da sé a causa degli alti costi che la produzione di un audiobook richiede (parlo della produzione di un vero audiolibro, quindi di un contenuto che è frutto di registrazione in studi appositi, di editing, e per cui ci si è avvalsi di personale qualificato). Gli sviluppi e i miglioramenti nel campo dell’intelligenza artificiale nella direzione della qualità del risultato faranno sì che tutti, di base, potranno produrre buoni audiolibri con un abbattimento notevole dei costi, e quindi che il mercato degli audiolibri diventerà accessibile a tutti. 


Un altro ramo che è già molto forte e che penso continuerà a esserlo è quello delle subscription. Ormai è la norma poter accedere a innumerevoli contenuti audio e video pagando un abbonamento mensile fisso, e ci sono già oggi fasce di età che hanno proprio cominciato ad accedere ai contenuti con questi abbonamenti. Andando avanti, quindi, mi viene da dire, il modello a subscription sarà sempre più assodato.


Ma così come né gli ebook né gli audiobook porteranno mai alla morte del libro cartaceo, così come l’audiobook non porterà alla morte dell’ebook, credo che il modello a subscription non ucciderà altri modelli di vendita. Pensando a come saranno le cose da qui a 10 anni, o da qui a un anno, io credo sia fondamentale vedere sempre qualsiasi novità come un’aggiunta, come una possibilità in più su cui ragionare e da usare al meglio secondo le proprie necessità e i propri desideri, e non come una minaccia nei confronti di ciò che già esiste. 


9. Ultima domanda. Molti autori indie pubblicano il loro ebook e poi si lamentano delle vendite. Che consigli puoi darci a tal proposito?


Mi ripeto, ma davvero credo sia una questione imprescindibile: curare la qualità, di tutti gli aspetti del libro: il contenuto, i metadati, la cover, la scelta dei prezzi, la promozione per far sapere che il proprio libro esiste, la conoscenza del proprio pubblico di lettori, ecc. 


Un autore non potrà occuparsi di tutto questo da solo, credo. È importante affidarsi a chi di mestiere. Per l’editing, ad esempio, non bisogna pensare di poter fare da soli, o che far leggere il libro a un amico equivalga a un editing (a meno che l’amico non sia un editor di professione :)). Chiaramente un investimento sarà necessario, ma senza una cura reale di ciò che si fa non si avrà mai un risultato che possa avere un riscontro di vendite. 


Consiglio di ascoltare podcast o seguire blog che trattano di self-publishing, anche in lingua inglese, se possibile, per avere esempi concreti per ricavare informazioni utili e a cui ispirarsi.


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