Cosa ho imparato dai preordini su Amazon (e perché non lo rifarei così)

Il preordine su Amazon conviene se il libro è già finito, o quasi, e vuoi preparare il lancio con calma: raccogli ordini, imposti la pubblicità e crei attesa. Diventa invece una trappola se metti in preordine un libro che non hai ancora scritto: la scadenza ti insegue, e se non la rispetti Amazon ti toglie la possibilità di usare i preordini per un anno. Io l’ho imparato a mie spese.

Perché all’inizio non li usavo

Per molto tempo ho evitato i preordini su Amazon. Su altre piattaforme, almeno quando ho iniziato a pubblicare, le vendite in preordine venivano conteggiate tutte nel giorno di uscita, dando al libro una bella spinta in classifica. Su Kobo, addirittura, sembravano contare due volte.

Su Amazon no: ogni preordine viene conteggiato nel giorno in cui viene fatto, non in quello dell’uscita. Le vendite si diluiscono nel tempo e non ti aiutano a “partire col botto” in classifica. Per questo li consideravo poco utili. Poi, un anno, mi sono ritrovato a usarli per necessità.

La storia del giallo di San Valentino

Il mio romanzo di quell’anno era ambientato a San Valentino, perché fa parte della mia serie di gialli legati alle feste. Lo iniziai a gennaio, convinto di finirlo per febbraio. Avevo già la storia in testa. O quasi.

Dopo i primi capitoli non mi convinceva più, e ripartii da zero a metà strada. Intanto stavo attraversando un periodo stressante: lavoro, famiglia, blog, podcast, social e scrittura insieme. Capii che, continuando così, mi sarei bruciato. Mi presi una settimana di pausa. Funzionò, ma a quel punto era chiaro che non avrei pubblicato in tempo.

Avevo due strade: rinunciare, perché un giallo di San Valentino pubblicato a marzo ha poco senso, oppure metterlo in preordine proprio a San Valentino, sfruttando l’entusiasmo del momento. Scelsi la seconda.

Come è andata

Il preordine doveva durare fino a fine febbraio. Non ce la feci e dovetti spostare l’uscita di un altro mese. Non potevo rimandare una seconda volta, perché avrei perso la possibilità di usare i preordini per un anno intero. Nel frattempo avevo perso la voglia: andavo avanti per inerzia, pieno di dubbi su un libro un po’ diverso dagli altri.

Ci furono anche lati positivi. Iniziai subito a usare gli Amazon Ads, così da regolarli con calma prima dell’uscita, e arrivai a 40 preordini. Per me erano tantissimi: il prequel ne aveva avuti cinque. Alla fine, dopo aver tormentato il mio povero editor per lo sprint finale e ritrovato l’entusiasmo grazie a un amico scrittore, caricai il libro giusto in tempo. Amazon chiede infatti il file definitivo qualche giorno prima dell’uscita.

Quando conviene il preordine

  • Il libro è finito, o manca solo la revisione finale.
  • Vuoi un periodo per preparare il lancio: newsletter, social, pubblicità.
  • Scrivi una serie e vuoi che i lettori del volume precedente trovino subito il link al successivo.
  • Hai una data importante, come una festa o un evento legato al libro.

Quando è meglio evitarlo

  • Il libro è ancora da scrivere, o a metà.
  • Non hai margine per eventuali ritardi.
  • Speri che il preordine ti dia una spinta in classifica il giorno dell’uscita: su Amazon non funziona così.

Prima di impostarlo, controlla sempre le regole aggiornate di KDP su scadenze e penalità, perché possono cambiare.

La lezione

Ne è valsa la pena? Forse sì. Ma una cosa l’ho imparata: mai mettere in preordine un libro che non hai finito.

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