ANCHE I GRANDI AUTORI INDIE SBAGLIANO - ScrivoFacile

La maggior parte dei miei passi avanti sono dovuti a errori. Scopri “ciò che è” quando elimini il “ciò che non è”.


R. Buckminster Fuller – architetto, scrittore, inventore e filosofo statunitense


Di recente, lo scrittore irlandese David Gaughran, colonna portante della comunità indie degli ultimi anni, ha rilasciato un’intervista a un podcast americano (puoi ascoltarla, ovviamente in inglese, qui). 


La cosa interessante di questo podcast dedicato al self-publishing è il nome “Wish I’d known then…” (Avrei voluto saperlo allora) che riflette l’approccio originale delle sue autrici, le quali incentrano le proprie interviste non tanto su quanto i loro ospiti abbiano raggiunto nella loro esperienza nel self-publishing, quanto quali errori li hanno condotti al successo.


Tutti commettiamo errori. Dirlo, di per sé, è l’apice della banalità.


Ciò che voglio farti capire oggi, è quali errori è possibile commettere nello scrivere e pubblicare un libro e, di conseguenza, quali puoi evitare.



NON SOTTOVALUTARE LA TUA STORIA


David ha detto anzitutto di rimpiangere il fatto di avere inizialmente approcciato la scrittura concentrandosi di più nello sviluppo della lingua piuttosto che della storia. In pratica credeva erroneamente che fosse più difficile “scrivere” una storia, piuttosto che “idearla”. Col tempo invece ha realizzato che tutti, con la giusta pratica, possiamo essere bravi a scrivere un testo, ma pochi sono in grado di creare una storia che meriti di essere letta.


NON CONFONDERE I TUOI LETTORI


Un altro errore che fece agli inizi fu di buttarsi in più generi diversi… e sotto lo stesso nome. Saggistica, fantascienza, romanzi storici… tutti a nome di David Gaughran. In tal modo non riusciva a riferirsi a una fetta di pubblico ben precisa e i suoi lettori erano confusi o disinteressati a molte delle sue opere. Ad esempio chi apprezzava la sua fantascienza poteva trovare noiosa la sua narrativa storica, o chi adorava quest’ultima non aveva voglia di leggere i suoi saggi. Gaughran consiglia quindi, in caso non fosse possibile operare all’interno dello stesso genere, di affidarsi a diversi nomi d’arte, uno per ogni genere letterario, e differenziare così il pubblico di riferimento.



RAGIONA BENE PRIMA DI DIVENTARE UN AUTORE A TEMPO PIENO


Un altro errore fu di mollare il lavoro come copywriter e diventare scrittore full-time troppo presto. Le vendite dei suoi libri avevano preso slancio e aveva immaginato, erroneamente, che sarebbero rimaste così stabilmente negli anni a venire. A un certo punto affrontò un brusco calo nelle vendite si ritrovò in difficoltà e fu costretto a traslocare a Praga, dove la vita costava di meno, e guardarsi intorno alla ricerca di un lavoro part-time di supporto. Col tempo riuscì poi a rimettersi in sesto e a vivere in tranquillità dei propri scritti grazie anche alla creazione di molteplici canali di guadagno legati al suo business letterario.



OCCHIO A QUELLO CHE SCRIVI NELLE TUE EMAIL


Anche per quanto riguarda il mail marketing (della cui importanza ho parlato nel mio podcast RadioScrivo), David ha commesso un grave errore in passato. Infatti agli inizi era solito inviare email ai propri iscritti solo per avvertirli dell’uscita di un suo nuovo libro. In tal modo lui credeva di fargli un favore, di non disturbarli e di contattarli solo per ciò che poteva interessargli. In realtà, dal punto di vista degli iscritti alla sua newsletter, lui si faceva vivo solamente per “chiedere i loro soldi”.


A CHI MANDARE L’EMAIL GIUSTA


Un secondo errore nel suo approccio iniziale al mail marketing fu di mettere insieme TUTTI i suoi lettori in un’unica mailing list, mischiando così fiction e non-fiction. In tal modo, non solo gli scriveva solo in occasione dell’uscita di un libro nuovo, ma al 50% quel libro non sarebbe stato di loro interesse. Il tasso di apertura delle sue email e i click diminuirono velocemente fino a che, dopo aver seguito il corso al mail marketing per autori di Tammi Labreque, David non cambiò radicalmente approccio alla sua newsletter e cominciò a dare prima di chiedere e a dividere in mailing list diverse i propri iscritti.


RIUTILIZZA I TUOI CONTENUTI


Per quanto riguarda la produzione di contenuti, agli inizi le sue email erano fini a sé stesse. In pratica “usa e getta” se vogliamo. Col tempo imparò poi a riutilizzarle in svariati modi, ad esempio includendoli nei propri libri o nel blog.


UNA SERIE VENDE PIU’ DI UN LIBRO SINGOLO


Un’altra cosa che Gaughran ha imparato col tempo è che una buona serie è molto più proficua di tanti libri singoli (stand-alone). Ora difatti sta non solo pianificando il rilancio dei suoi vecchi romanzi, ma anche la creazione di una nuova serie.


NON ISOLARTI


Infine, David ha parlato dell’importanza di avere un gruppo di amici autori accanto coi quali confrontarsi e aiutarsi a vicenda (sia a livello di promozione che di scrittura o semplicemente supporto psicologico).


OVVIA CONCLUSIONE


Insomma, anche i grandi hanno avuto le loro belle beghe agli inizi, ma tutti hanno una cosa in comune: hanno imparato dai propri errori e sono andati avanti senza mai arrendersi.


ps. Se cerchi un elenco completo di consigli per non affogare nel self-publishing leggiti “Self-Publishing Marketing per Scrittori 2.0”.


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