L'errore più diffuso nel self-publishing - ScrivoFacile

Le vendite scarseggiano. Vorresti urlare la tua frustrazione alla gatta, ma la faresti solo scappare via a gambe levate. E stasera poi chi ti scalda la pancia quando ti stendi sul divano?




Allora hai deciso: vai su Google e cerchi “come promuovere un libro”.


Esistono in effetti un sacco di modi per promuovere un libro.


  • Facebook Ads
  • Amazon Ads
  • Social Media
  • Sconti
  • Mailing List
  • Podcast
  • Gruppi su Facebook
  • Blog
  • Eventi
  • Promozioni di gruppo
  • Giveaway
  • E tanti, tanti ancora.

Magari mentre stavi in bagno la mattina hai letto la mia guida “Self-publishing Marketing per Scrittori 2.0” e sei andato nel pallone. Oppure, scientificamente, hai avuto una paralisi da analisi.
Questo è un concetto molto interessante che non riguarda solo noi autori, ma anche i nostri lettori.


Più opzioni hai a disposizione e più è difficile scegliere e, di conseguenza, agire.



Nel caso dei lettori può capitare quando si ritrovano davanti tutti i tuoi libri (backlist) in un bell’elenco con tanto di link che, più che invogliare all’acquisto, fa molto lista della spesa. Noioso.


E così, allo stesso modo, anche tu non sai più che pesci pigliare per promuovere il tuo libro. E sai che fai?


Fai come fanno tutti. Provi un po’ di tutto.
Un post su Instagram, un booktrailer su YouTube, un podcast con solo l’episodio pilota, un articolo su un blog che non legge nessuno, 10 euro su Amazon Ads, 25 euro su Facebook Ads, una serie di post a bomba su svariati gruppi di Facebook fino a rischiare di essere bannato, mandi una mail ai tuoi iscritti dopo tre mesi che non ti facevi sentire, e così via. E poi che succede?


Vendi sì e no due copie in più. Tanta fatica (e soldi) per niente.


Allora sai che pensi? Pensi che questi pseudo-guru del self-publishing ti hanno preso in giro. Hanno raggiunto il loro obiettivo e ti hanno fregato i soldi per il loro stupido libro o videocorso (devo stare attento che qui mi sto scavando la fossa da solo…).
Oppure pensi, come un po’ tutti, che in Italia quella roba non funziona.


E invece ti sbagli. Il problema non è nella tattica (Amazon Ads, newsletter, gruppi di Facebook, eccetera).


È nella strategia.


E se tu ti fai un esame di coscienza, sai che la tua strategia finora è stata “Scaravento un piatto di spaghetti contro il muro. Almeno qualche spaghetto rimarrà pure attaccato alla parete!”


Ripensa la tua strategia. Troppo “più” spesso significa “meno”.
Ogni singola tattica, se padroneggiata a dovere, funziona e ti può aiutare nelle vendite.
Ma se provi un po’ di tutto a caso senza sapere bene come farlo funzionare, beh allora hai trovato la ricetta sicura per affondare (e per raccogliere gli spaghetti da terra da dare poi al gatto).



Il mio consiglio di oggi quindi è il seguente:


Non importa se ascolti me o chiunque altro quando ti dice “Prova questa roba perché ti assicuro che funziona al 100%”. Di qualunque cosa si tratti, idee balzane a parte, dagli tempo e padroneggiala a dovere.


Concentrati perciò su una o due tattiche alla volta. Quando riesci a farle funzionare allora puoi passare al resto.


Il tuo tempo e i tuoi soldi sono preziosi quanto i tuoi sogni. Non sprecarli.


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