I Facebook Ads funzionano ancora per promuovere un libro, ma non come una volta. Mostrare un annuncio con il link ad Amazon a chi non ti conosce e sperare che compri subito è diventato costoso e poco efficace. Oggi rendono meglio le campagne che fanno conoscere prima te e la tua serie, e chiedono l’acquisto solo dopo, a chi ti ha già visto.
Ho scritto la prima versione di questo articolo nel 2020. Da allora Facebook è diventato Meta, gli annunci si gestiscono anche per Instagram dallo stesso pannello e la piattaforma è cambiata parecchio. Il principio di fondo, però, è rimasto lo stesso, ed è quello che ti racconto qui, aggiornato.
Perché è diventato più difficile
Su Facebook e Instagram fanno pubblicità milioni di aziende, e tutte si contendono l’attenzione delle stesse persone. Più concorrenza vuol dire clic più cari. In più, a differenza di Amazon, chi vede il tuo annuncio non sta cercando un libro: sta guardando le foto delle vacanze del cugino. Lo interrompi, e un’interruzione deve valere la pena.
Ecco perché noi autori indipendenti dobbiamo usare Facebook in modo diverso da come lo usa chi vende scarpe.
Non cercare la vendita al primo contatto
Una volta bastava mettere sotto il naso degli utenti l’annuncio con il link al libro. Oggi conviene ragionare in due tempi:
- Primo contatto: un annuncio che fa conoscere te, il tuo genere o la tua serie. Un video breve, un estratto, una domanda che incuriosisce.
- Secondo contatto: a chi ha guardato il video o interagito con l’annuncio mostri l’offerta vera e propria, con il link per comprare. Si chiama retargeting, ed è molto più efficace perché parli a persone che ti hanno già visto.
Vendere a freddo è un conto, proporre il libro a chi ti ha già notato almeno una volta è un altro.
Usa i video
I video brevi costano in genere meno delle inserzioni classiche e aiutano a far conoscere il tuo “marchio” letterario, anche se non portano subito vendite. In marketing si parla spesso della regola dei sette contatti: una persona ha bisogno di incontrarti più volte prima di fidarsi. Un video è uno di questi contatti, e uno dei più memorabili.
Non serve una produzione hollywoodiana. Un minuto in cui racconti cosa c’è dietro il libro, o la lettura di un passaggio forte, spesso funziona meglio di un video patinato.
Lascia lavorare il pubblico giusto
Nel 2020 il consiglio era di definire il pubblico nei minimi dettagli: età, interessi, comportamenti. Oggi Meta spinge molto verso pubblici più ampi e lascia che sia il suo algoritmo a trovare le persone giuste, partendo da chi interagisce con i tuoi annunci. Due strumenti restano comunque preziosi:
- I pubblici simili (lookalike). Partendo da un gruppo di persone che già ti apprezzano, Meta cerca utenti con caratteristiche simili.
- I pubblici personalizzati dalla mailing list. Puoi caricare la lista dei tuoi iscritti, nel rispetto della privacy e delle regole della piattaforma, e mostrare gli annunci proprio a loro, oppure usarli come base per un pubblico simile. Sono persone che ti conoscono già: convertono molto di più.
Io continuo a battermi per l’importanza della newsletter, e questo è uno dei motivi: è l’unico pubblico davvero tuo, e rende di più anche quando fai pubblicità. Se vuoi un esempio pratico di come usarla, guarda la sequenza di email per il lancio di un libro.
Cambia spesso gli annunci
Se mostri sempre lo stesso annuncio alle stesse persone, dopo un po’ smettono di vederlo. In gergo si chiama “fatica” dell’inserzione: i risultati calano e i costi salgono. Prepara più versioni, con immagini e testi diversi, e ruotale. Ti sorprenderà quanto possono cambiare i risultati da una versione all’altra.
Tieni d’occhio la frequenza
La frequenza indica quante volte, in media, la stessa persona ha visto il tuo annuncio. Se sale troppo, vuol dire che stai girando sempre sulle stesse persone e non ne stai raggiungendo di nuove, oppure che quelle persone non sono interessate. In entrambi i casi è il momento di cambiare qualcosa.
Cosa promuovere su Facebook: idee di annunci per autori
- Il primo libro di una serie, magari in offerta per qualche giorno: è la porta d’ingresso per tutti gli altri.
- Un contenuto gratuito in cambio dell’iscrizione alla newsletter, come un racconto inedito ambientato nel tuo mondo narrativo.
- Un lancio, con un conto alla rovescia nei giorni prima dell’uscita.
- Una citazione forte dal libro, su un’immagine curata: funziona bene soprattutto su Instagram.
- Le recensioni dei lettori, con il loro permesso: la voce di un lettore convince più della tua.
Quanto spendere per iniziare
Non c’è una cifra giusta per tutti, ma c’è un metodo prudente: parti con un budget giornaliero piccolo, che puoi permetterti di perdere, e tieni l’annuncio attivo abbastanza giorni da raccogliere dati. Poi guarda quanto ti costa ogni clic, ogni iscritto o ogni vendita, e confrontalo con quanto ti rende. Solo quando i conti tornano, alza il budget un passo alla volta.
E ricordati che con Facebook spesso non vedi la vendita diretta, perché il lettore clicca, va su Amazon e compra magari due giorni dopo. Per questo è utile guardare anche l’andamento generale delle vendite nei giorni della campagna, non solo i numeri del pannello di Meta.
Facebook Ads o Amazon Ads?
Per la maggior parte degli autori alle prime armi, con un solo libro, conviene partire dagli annunci su Amazon: lì il lettore sta già cercando qualcosa da leggere. I Facebook Ads diventano interessanti quando hai una serie, una promozione a tempo, un lancio da sostenere o una newsletter da far crescere. Sono due strumenti diversi, non rivali.
Se vuoi approfondire gli annunci su Amazon, trovi qui sul blog diversi articoli, a partire da i 10 errori più comuni con gli Amazon Ads.
Da dove partire
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