Ha senso scrivere per il mercato? - ScrivoFacile

Nel suo famoso libro “Write to Market“, Chris Fox sosteneva l’importanza di comprendere la psicologia, e quindi le aspettative dei nostri lettori, e di agire di conseguenza senza doversi per forza snaturare.


Tu, come il 90% degli scrittori indipendenti, vuoi scrivere il libro che piace a te. Il libro che ti senti dentro. Se poi agli altri non piace o non lo capiscono, è un problema loro. È colpa loro.


Alcuni suggeriscono di trovare esattamente le persone che la pensano come te e di proporre a loro il tuo libro perché sicuramente lo apprezzeranno.


Questo è ovviamente un buon consiglio.


Al giorno d’oggi, scrivere per la massa cercando di piacere a tutti non è più possibile. Anzi, forse non lo è mai stato. E semmai lo fosse stato era semplicemente dovuto a mancanza di alternative.


Oggi siamo inondati di contenuti e di prodotti. Trovi di tutto, soprattutto online.


E allora a chi puntare?


Il segreto è di puntare non a un genere, ma a un sottogenere. Trovare la nostra nicchia con alcune migliaia di lettori e crearci un seguito.


Quindi, per semplificare, tu non hai scritto un romanzo di fantascienza. Hai scritto una space opera. E così devi proporti. Devi trovare i lettori non di fantascienza, ma di space opera. Solo così avrai più chance di successo (e i clic sui tuoi Facebook Ads ti costeranno di meno!). Più la tua nicchia è specifica e ben definita e meglio è.


Ma questo non basta. Non basta trovare i lettori giusti e proporgli il libro che stanno aspettando. Devi anche saperli ascoltare.


Devi capire cosa si aspettano da te. Vogliono una space opera con lieto fine? Vogliono narrazione in prima o terza persona? Vogliono una copertina elegante o d’impatto? Vogliono scene di sesso o piene di violenza, oppure una storia edulcorata?


A volte basta cambiare un particolare per aggiustare il tiro e raggiungere una fetta di pubblico più grande. A volte devi scendere a patti con la realtà e accettare dei piccoli compromessi per ottenere risultati straordinari.


Mi viene in mente l’autore di fantascienza Craig Martelle che su Patreon dà la possibilità ai suoi supporter di partecipare alla creazione dei suoi romanzi, proponendo le loro idee e addirittura scegliendo i nomi dei personaggi (ps. su Patreon trovi anche ScrivoFacile con contenuti esclusivi).


Quando ero giovane (come se adesso a 35 anni fossi ormai scaduto!), mi invitavano a suonare e cantare alla festa della scuola o a eventi nei paesi limitrofi. Quando sei teenager conservi in te la voglia di distinguerti dalla massa e, allo stesso tempo, il desiderio di venire apprezzato da tutti. A volte quando cresci ti convinci che una delle due cose o perfino entrambe sono impossibili da raggiungere per te. A volte invece continui strenuamente a combattere per i tuoi sogni, anche se a nessuno importa niente.


Comunque sia, io mi esibivo con un repertorio di nicchia, seppure melodico. Un esempio fu quando, a una festa di paese, suonai Hollow Years dei Dream Theater. Canzone stupenda, ma quanti la conoscono? E invece no, a me piaceva ed era orecchiabile, quindi andavo avanti imperterrito. Poi, non contento, proponevo addirittura le mie canzoni originali. Roba che, letteralmente, nessuno aveva mai ascoltato.
Sì, la gente mi faceva i complimenti e gli applausi, ma per forza di cose era difficile creare quella connessione, quell’energia che scaturiva quando, ogni tanto, mi decidevo a suonare qualcosa di più commerciale e conosciuto.


Questo perché stavo ignorando totalmente il mio pubblico. Mi stavo concentrando solo su me stesso. Io dovevo essere la star e toccava agli altri capirmi.


Quando metti in vendita un libro e chiedi ad altre persone di darti i loro soldi, devi sforzarti di capirli, almeno un pochino. Non sono loro che devono adattarsi a te. Non lo faranno mai perché gli basta un clic per trovare un altro libro, un altro autore da seguire, un altro romanzo da amare.


Scrivere è quindi un compromesso tra ciò che tu ami e ciò che gli altri amano.


Entrambe le parti, entrambe le aspettative devono essere soddisfatte per creare quel mix alchemico di magia tra scrittore e lettore.


Ma come fai a capire cosa vogliono i tuoi lettori?


Informati sulle cose che piacciono a loro, segui i gruppi di Facebook dove si riuniscono, leggi i libri che leggono loro, assorbi il loro linguaggio, sforzati di comprendere la loro mentalità.


Le mie lettrici sono donne tra i 40 e i 60 anni. Nulla di più lontano da me. Eppure desidero capirle. Quando pianifico un testo pubblicitario per i miei romanzi immagino sempre le reazioni di chi lo leggerà.


Un altro modo, più doloroso a dire il vero, è leggersi le recensioni negative. A volte vi troverai preziose critiche costruttive che ti aiuteranno a migliorare. Se rinunci e ti concentri solo sulle recensioni positive non avrai mai il quadro completo di ciò che sei davvero. E finirai, ancora una volta, per concentrarti solo su te stesso.
Le recensioni negative inoltre possono aiutarti a comprendere se ci sono problemi oggettivi nel tuo libro: a livello narrativo, di sintassi, di ritmo, ecc.


Mi viene in mente il mio primo romanzo, per il quale avevo pagato un editor professionista prima di pubblicarlo, solo per scoprire in seguito, attraverso alcune recensioni, che era ancora pieno di refusi. Ho quindi deciso di cambiare editor, ma è una decisione alla quale sono arrivato grazie a recensioni negative. Se mi fossi rifiutato di leggerle non lo avrei mai saputo, perché semplicemente mi ero fidato ciecamente del mio ex-editor, senza ricontrollare il manoscritto un’ultima volta prima di pubblicarlo. Errori da pivelli insomma.


Attraverso la mia newsletter invio regolarmente sondaggi alle mie lettrici per sapere non solo se apprezzano le mie opere, ma cosa apprezzano delle mie opere e cosa invece ritengono si possa migliorare. E questo è fondamentale per costruire un rapporto di fiducia con loro.


Se hai ascoltato l’episodio di RadioScrivo su Dan Brown ti ricorderai forse quanto detto nel suo webinar: mantieni le promesse coi tuoi lettori. Dagli ciò che si aspettano. Non cercare di fregarli e stai attento a non sconvolgere troppo le loro aspettative.


Un esempio è quello di un mio amico, il quale ha avuto un buon successo con una serie d’avventura storica, per poi pubblicare all’improvviso un libro di fantascienza. Seppure il libro è di ottima qualità e molti suoi fan sono disposti a leggersi qualunque cosa lui gli proponga, purtroppo il nuovo romanzo non ha avuto il successo sperato.


Se proprio vuoi saltare da un genere all’altro (a meno che non si tratti di generi limitrofi come giallo e thriller, ad esempio) ti consiglio quindi di usare un nome d’arte per non confondere i tuoi nuovi lettori.


Jack Conte, musicista e fondatore di Patreon, in un video su internet racconta di quando la sua band, Pomplamoose, stentasse a farsi notare su YouTube. Avevano il loro sound originale e i loro fan li adoravano, ma ciò non bastava a fargli fare il grande salto. Allora Jack ebbe un’idea: adattare il loro stile personale a una canzone nota. La loro cover di Beyoncé schizzò immediatamente tra i video più visti e oggi i loro video hanno milioni di visualizzazioni. Cosa era cambiato? Loro erano sempre gli stessi, il loro stile e la loro libertà di espressione pure, anche il tipo di video era uguale. Come dice Jack Conte “Adjust your packaging, not your soul“, ovvero aggiusta l’involucro, non la tua anima.


Un altro esempio sull’importanza di ascoltare il tuo pubblico, nel mio caso personale, è stato quando ho pubblicato uno spin-off della mia serie thriller principale. Si trattava di un libro leggermente diverso, più sul giallo/poliziesco e con un solo personaggio principale, ovvero un personaggio secondario della mia serie.


Sai cos’è successo? Quello si è rivelato il libro che ha avuto più successo. Una volta finito l’entusiasmo dell’evento avevo due strade: pubblicare un altro thriller per completare la mia amata serie, oppure pubblicare un sequel di quello spin-off. Secondo te cosa ho fatto?


Questo non è snaturarsi perché scrivo ancora storie ambientate nel mio universo letterario, con i miei amati personaggi, però sono riuscito ad avvicinarmi di più alle mie lettrici. Loro sono contente e anche io. Ciò non toglie che prima o poi finirò la mia serie, ma comunque ho scelto dare la priorità a ciò che può meglio riflettere i gusti del mio pubblico.


Ma non si tratta solo di scrivere. Ascoltare il mercato è un concetto assai più ampio. Pensa ad esempio alle copertine. Che cosa si aspettano i tuoi lettori? Sì, tu (pur non avendo mai studiato grafica a livello professionale) sei sicuro al 100% che la tua cover sia pura dinamite. Ma questo semplicemente perché piace a te. Prima di cliccare su pubblica fatti un esame di coscienza e analizza cosa propongono i bestseller del tuo stesso genere. Stesso discorso vale per il prezzo. Che tipo di prezzo si aspettano i tuoi lettori? No fidati, non è sempre € 0,99 perché, ad esempio, ho fatto un sondaggio tra le mie lettrici e la media che era venuta fuori era € 2,99.


La lettura crea comunità. Non ignorare gli altri o prima o poi loro ignoreranno te.


E ricorda: non appena decidi di mettere in vendita la tua creatività, devi essere disposto a scendere a compromessi, piccoli o grandi che siano, con il mercato. Questo perché se hai deciso di vendere qualcosa significa che ti aspetti di guadagnare qualcosa. Non importa se vuoi diventare scrittore a tempo pieno o semplicemente rifarti delle spese di editing e copertina. Concentrati sugli altri più che su te stesso.


In caso contrario, se vuoi rimanere duro e puro, ti conviene mettere il tuo libro gratis così da poter raggiungere più persone più velocemente. E se poi a qualcuno non piace e ti lascia una recensione negativa chi se ne frega. Tanto hai pubblicato solo per orgoglio personale.


Ps. Se hai difficoltà a promuovere i tuoi libri leggiti Self-publishing Marketing per Scrittori 2.0.

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